Sunday, 23 October 2011 13:20

La soluzione non e' il taglio del debito ma un nuovo modello di sviluppo.

Written by  Franco Bartolomei
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  • Tutti noi preferiremmo un'Europa in cui le istituzioni politiche , investite di un effettivo mandato rappresentativo , direigessero le politiche economiche e sociali, ma purtroppo la sola Europa che conosciamo e' questa che abbiamo di fronte, governata da logiche finanziarie finalizzate esclusivamente alla tenuta del sistema Euro a prescindere dai suoi costi, che non ha un patto costituzionale costituente da cui scaturisce una corretta e rappresentativa cessione di poteri sovrani degli stati.Quando ce ne verra' proposta un'altra saremo ben felici , ma ritengo che non si possano stoppare le critiche al quadro esistente utilizzando un dover essere , sicuramente condivisibile,che pero', allo stato, non solo non esiste ancora , ma non e' neppure in fase di progettazione.

 

Siamo sinceri , purtroppo neanche a sinistra.

All'interno di questo tipo di EuropaLa riduzione dei debiti sovrani' e' divenuta prioritaria solo negli ultimi 10 anni, ed oggi e' considerata essenziale in Europa solo ai fini della tenuta di un sistema monetario integrato che nescessita per vivere di un a parametrazione obb...ligata dei valori macroeconomici e strutturali di tutti i paesi aderenti al paese guida del sistema.

Solo un sistema che pretende di riassumere a tre o quattro le monete mondiali pone il problema dei deficit dei rispettivi paesi in termini cosi drastici , perche' ormai ogni paese deve rispondere alle logiche di equilibrio interno della rispettiva moneta di appartenenza.

I problemi nascono quando il rapporto interno alla moneta di appartenenza e' tra paesi con differenti liveli di sviluppo amministrativo- tecnologico- produttivo-civile e sociale.

Si tratta di una applicazione forzata a livello strutturale- economico del principio dei vasi comunicanti.
  • In effetti , al di la' delle rappresentazioni di comodo, emerge la semplice constatazione che i nuovi processi di integrazione finanziaria mondiale servono esclusivamente a salvaguardare la tenuta del sistema Euro ad alti livelli di valutazione del suo prezzo di cambio, a proteggerlo dall'onda d'urto della crisi del debito del sistema bancario e finanziario e dalle ricadute recessive da essa indotte nei sistemi economici piu' sviluppati, ed a gestire lo smantellamento dei residui vincoli sociali che ancora persistono nei rapporti sociali e produttivi finalizzato a sterilizzare i bilanci pubblici per predisporli a coprire ulteriormente per il futuro le esigenze di copertura dei rischi di insolvenze tuttora presenti nel sistemi bancario e finanziario, e non certo peri riattivare un processo di crescita economica compatibile con gli alti livelli di competitivita' raggiunti dai nuovi produtori mondiali emergenti.
    • Credo che questo sia il vero problema centrale sottostante a tutta la questione della compatibilizzazione dei debiti sovrani, costituito dalla impossibilita' per le economie piu' avanzate dell'occidente di sostenere i i livelli di crescita di cui necessiterebbe.

      Questo e' un problema di struttura e non e' un problema finanziario, quello e' stato solo l' effetto collaterale negativo della cura da cavallo di natura finanziaria che si era pensato di dare a partire dalla meta' degli anni '90 al vero problema principale della limitatezza tendenziale della crescita.

    • Non deve stupire quindi che il sistema abbia finito per aiutare le banche in difficolta ', per il semplice e logico motivo che le banche erano state le protagoniste dirette dello sviluppo drogato dell'occidente degli ultimi 10 anni, ed allo stato le classi dirigenti non pensano di orientare il mondo sviluppato su differenti linee di indirizzo generale.
    • La stessa crisi della Newweconomy, di 10 anni fa',che sembrava il nuovo grande propulsore delle economie avanzate, e' stata in realta' la disfatta dell'ultima carica di cavalleria di un occidente sviluppato che non e' piu' in grado di alimentare uno sviluppo produttivo capace, attraverso una espansione delle quote di mercato in suo possesso su imercati mondiali ,di tenere il livello di incremento dei suoi PIL di cui necessiterebbe per reggere i suoi alti livelli di vita sociale.
    • Per questo comincio a considerare questa sorta di mantra sulla riattivazione dei meccanismi di crescita, che consentirebbe di ridare margini alla funzione protettiva del dividendo tra PIL nazionali e rispettivo Debito pubblico , una autentica foglia di fico posta a celare il vero problema che oscura il nostro futuro.
    • Tutto il mondo sviluppato cresce piu' o meno a tassi decrescenti, quasi sempre inferiori al 2,5% da almeno 15 anni, se non di piu' , e quindi ipotizzare sulla base dei medesimi rapporti di ripartizione sociale della ricchezza prodotta un processo di crescita consistente per il futuro, in presenza di mutati livelli di competitivita' internazionale ed in costanza di livelli di ampia saturazione del mercato interno, costituisce per le nostre societa' un inganno utile solamente ,nell'immediato, a sostenere "ideologicamente" le politiche di tagli al Welfare, che nascono ,e' bene non dimenticarlo, perche' nei relativii capitoli dei bilanci pubblici sta la vera sostanza finanziaria da stornare a protezione di un sistema finanziario mondiale in cui il debito complessivamente circolante ammonta a piu' di tremila -quattromila ,a dir poco, miliardi di Euro.

    • L'attacco agli stati sovrani non e' rivolto solo all'italia ma a tutti gli stati europei, ed il problema della sterilizzazione dei deficit ormai lo ha anche la Francia e gli USA, e la stessa Germania , anche con i suoi prodotti di alta gamma, alla lunga potrebbe non poter piu' alimentatre i livelli di crescita molto alti-a cui e' stata in passato abituata.

    • La Germania e' in effetti cresciuta piu' solo perche' aveva da risollevare , fortuna sua, la DDR, ed ha potuto invadere l'EST ex comunista che ha rappresentato il corrispondente moderno dei vecchi mercati sottosviluppati di servizio alle economie forti ,analizzati da tutti i teorici dell'imperialismo economico , a partire da Rosa Luxemburg in poi.

    • Il quadro esistente in realta'delinea una vera e propria crisi di sistema del modello di crescita , perseguito a partire dall' inizio degli anni '80 dal mondo economicamente sviluppato attraverso la progressiva trasformazione dell' investimento finanziario in elemento strutturalmente costitutivo della domanda, destinato ad integrare la restrizione tendenziale della base produttiva reale.

    • Questo modello di sviluppo , vittima degli stessi squilibri finanziari che ne hanno costituito fattore di propulsionei , si dimostra non piu' in condizione di garantire quei livelli di crescita necessari al mantenimento dell'equilibrio sociale su cui l'occidente democratico ha costruito il suo modello di societa'.

    • Inoltre , nel merito delle ragioni da addurre alla priorita' dell'aggressione del debito pubblico , non possiamo considerare il comportamento dei fondi pensione americani come parametro di una politica interna italiana sul debito pubblico.
    • I fondi penione americani sono la prova che il welfare affidato ai benchmark di mercato portano dritti dritti a bolle speculative, necessarie a sostenere la costante rivalutazione della capitalizzazione di quei fondi , che deve essere garantita a prescindere dagli esiti delle economie reali.

      Con i fondi e' la stessa storia dei sub prime che in America assolvono alle stesse funzioni dell'edilizia popolare pubblica ( presente in forme differenziate) in tutti i paesi d'europa. La bolla in america ha sostituito i nostri deficit pubblici in materia.

      La verita' e' che l'equilibrio sociale , condizione costitutiva dell'equilibrio democratico, costa debito, o del sistema finanziario privato, o dei cittadini , o degli stati, e noi dobbiamo affrontare il problema di cosa sostituire al debito per sostenere le protezioni sociali di cui abbiamo bisogno.

      Questo e' il nostro problema di fondo : o debito o altro, non sostituzione del debito con il nulla progettuale ed il cimitero sociale, offerta ad un sistema finanziario sovranazionale che e' consapevole, prima di noi, che la riattivazione di un modello di crescita adeguata a sostenere decenti livelli di equilibrio sociale e' ormai resa impossibile dalla forza competitiva raggiunta dai nuovi produttori mondiali emergenti.

      Se cosi' fosse sarebbe veramente meglio l'avvio di procedure di uscita dall'euro di tutti i paesi Europei con la rconversione degliindebitamenti in moneta nazionale , e con ripresa del governo delle rispettive monete da parte degli stati nuovamente sovrani su di esse.

      Anche perche, se dobbiamo subire in futuro un processo inflattivo forte, necessario a erodere i debiti enormi circolanti nel sistema bancario e finanziario globale, ritengo sia molto meglio subirla in virtu' di un atto volontario di svalutazione finalizzato a salvare le proprie economie .

      Se esiste un progetto di crescita equilibrata alternativo ben venga , ma deleghe al buio a questo sistema finanziario responsabile del disastro in atto , penso che debbano essere seriamente messe in dubbio,

      Il problema e' quindi di trasformare il modello complessivo di sviluppo su cui orientare le nostre societa', che consenta di gestire con la massima utilita' ed equita' sociale , e con la difesa rigorosa della piena articolazione democratica delle nostre societa', minori tassi quantitativi di crescita . Questo rappresenta un compito della politica ed un dovere per la Sinistra.

      Chissa , forse, come tutte le cose umane anche il capitalismo non e' eterno.

       

    • FRANCO BARTOLOMEI-segreteria nazionale del Partito Socialista
    Read 21323 times Last modified on Sunday, 28 October 2012 23:05

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