Economia Italiana

Economia Italiana (21)

Verso Nemesi?

In un recentissimo convegno di economia cui ho partecipato, che raccoglieva accademici, politici, amministratori pubblici, giornalisti economici e rappresentanti del mondo imprenditoriale e sindacale, non solo italiani ma anche nordafricani, francesi, tedeschi, polacchi, convocato per fare il punto sulle prospettive di occupazione per i giovani, in particolare nell’area mediterranea, sono rimasto stupito, per non dire addirittura sconvolto, dall’atmosfera di scoraggiamento sulle prospettive future dell’economia globale aleggiante in tutto il convegno, e che marca peraltro un salto di qualità negativo rispetto all’edizione dell’anno precedente dello stesso evento, in cui ancora si parlava attivamente di sviluppo regionale, politiche di coesione, attrazione di investimenti fra le due sponde del Mediterraneo, investimenti e progetti di logistica, ecc.

Thursday, 26 April 2012 19:56

Non è Hollande che fa aumentare lo spread

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Appena chiuse le urne del primo turno delle presidenziali francesi, le Borse europee hanno mediamente perso il 3% (ma a Milano è andata peggio) e lo spread tra i nostri titoli e i Bund tedeschi è tornato a superare i 400 punti, per poi ridiscendere lievemente e infine tornare a danzare attorno a quella soglia. C’è un legame diretto tra questo e la vittoria, peraltro non travolgente e tutta da confermare, di Hollande? Tutti i titoli dei giornali hanno accreditato questa tesi. Ma le cose non stanno così.

Wednesday, 04 April 2012 19:44

Il disastro finale

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E' veramente incomprensibile, anche volendosi sforzare di adottare un approccio neutrale, capire in cosa la riforma del mercato del lavoro che la coppia più bella del mondo Monti-Fornero sta presentando alal stampa possa servire, in termini di rilancio del potenziale di crescita del Paese. Gli argomenti che i due soggetti sopra menzionati adducono sono, in proposito, due: l'attuale normativa ostacola l'accesso di investimenti diretti esteri e impedisce alle imprese di fare operazioni di ristrutturazione per adeguarsi ai cambiamenti dei mercati.

In tanti mi hanno chiesto di offrire una testimonianza sul clima e sui contenuti del recente convegno economico tenutosi a Rimini, dal 24 al 26 febbraio scorso, per iniziativa del noto giornalista contro-corrente Paolo Barnard.

Il summit, dedicato alla esplicazione della teoria monetaria battezzata M.M.T., ha visto la partecipazione di circa 2.000 attenti uditori (dati forniti dall’organizzazione) e si è contraddistinto per un clima di sentita e diffusa partecipazione alla difficile congiuntura economica del Paese, da parte di un pubblico eterogeneo di età media decisamente giovane.

E' ampiamente nota la critica marxista alle teorie della decrescita. L'elemento fondamentale di tali critiche è rappresentata dall'assenza di un'analisi di classe dei processi economici, per cui di fatto i “decrescisti” focalizzano l'attenzione sul volume di produzione in sé (sulla crescita economica in sé) piuttosto che sulla destinazione di tale produzione in plusvalore, rendite e salari. Ciò fa sì che o la decrescita possa amplificare le disparità distributive già esistenti (applicandosi cioè soltanto sui capitalismi a minor tasso di sviluppo, cioè sui poveri), oppure che sia semplicemente impossibile, perché i meccanismi di riproduzione allargata, alla base della formazione del profitto, rendono impossibile una decrescita di tipo solidale ed equo all'interno del capitalismo.


Per la Sinistra la soluzione alla crisi del sistema   non puo' essere la concentrazione delle politiche economiche sulla sterilizzazione del debito sovrano , ma  la individuazione di un nuovo modello di sviluppo fondato su diversi criteri valutativi della crescita economica , che salvi l'equilibrio sociale attraverso il mantenimento di  alti livelli redistributivi  della ricchezza sociale prodotta a fronte di una restrizione tendenziale dei tradizionali parametri quantitativi della crescita.

 

Tuesday, 06 September 2011 17:06

CHI HA REALMENTE BISOGNO DEL QUANTITATIVE EASING?

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Questa nota è la prima parte di un lavoro in progress.

 Preambolo italiano

 Ai primi del mese di Agosto il tasso di interesse dei titoli di stato italiani a dieci anni era più del 6%. Poco più alto vi era quello spagnolo. Con l'intervento della BCE i tassi, oltre alla pressione finanziaria sui mercati, si sono abbassati.

STOP alle esecuzioni cautelari sui beni aziendali. Questa è la direttiva che sta arrivando alle  società del gruppo di Equitalia, società per la riscossione dei tributi dopo il decreto legge sviluppo e la manovra correttiva. Questa direttiva dovrebbe andare nella direzione di non stritolare il contribuente  moroso in diffcoltà. 

Cari compagni,
Il succedersi degli eventi, conferma purtroppo, al di là delle apparenze, come nuovamente, dopo il '92/'93, ancora una volta l'equilibrio politico esistente in Italia viene messo in discussione a livello internazionale "da destra" non riuscendo più a garantire la coesione del Paese sul terreno della adesione ai nuovi processi di integrazione finanziaria mondiale, caratterizzati da una ulteriore compressione di ciò che resta delle sovranità nazionali, necessari a garantire il superamento degli effetti della esplosione della bolla finanziaria attraverso la sterilizzazione pressochè totale dei bilanci pubblici delle economie dei paesi meno competitivi.

Tuesday, 09 August 2011 19:37

IL CROLLO

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Le fasi della crisi

         Quella che stiamo attraversando non è una crisi diversa da quella scoppiata nell’agosto 2007, ma ne costituisce una fase destinata ad avere altre successive fasi. L’accumulo di profitti del ventennio precedente al 2007, ha alimentato in modo inusitato le transazioni finanziarie a detrimento dei salari, degli stipendi e quindi dei consumi. Il volume delle transazioni finanziarie che ha raggiunto un importo pari a venti volte il PIL mondiale, ha spostato dalla circolazione produttiva alla circolazione finanziaria una massa enorme di risorse.

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