Economia

di Olivier le Bussy*
 
Per il politologo Eric Toussaint, le politiche attualmente condotte in Europa per ripianare i debiti pubblici servono innanzitutto agli interessi dei creditori privati. E colpiscono i diritti sociali e economici dei cittadini.
 
Dottore in scienze politiche alle Università di Liegi e di Parigi VIII e presidente del ramo belga del Comitato per l'annullamento del debito del terzo mondo (CADTM), Eric Toussaint ha scritto e diretto, insieme al francese Damien Millet, un'opera intitolata "Il debito o la vita". Alla luce dell'esperienza della problematica del debito nei Paesi del Sud, gli autori compiono un'analisi critica delle politiche applicate al Nord, in particolare nell'eurozona.
 

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Verso Nemesi?

In un recentissimo convegno di economia cui ho partecipato, che raccoglieva accademici, politici, amministratori pubblici, giornalisti economici e rappresentanti del mondo imprenditoriale e sindacale, non solo italiani ma anche nordafricani, francesi, tedeschi, polacchi, convocato per fare il punto sulle prospettive di occupazione per i giovani, in particolare nell’area mediterranea, sono rimasto stupito, per non dire addirittura sconvolto, dall’atmosfera di scoraggiamento sulle prospettive future dell’economia globale aleggiante in tutto il convegno, e che marca peraltro un salto di qualità negativo rispetto all’edizione dell’anno precedente dello stesso evento, in cui ancora si parlava attivamente di sviluppo regionale, politiche di coesione, attrazione di investimenti fra le due sponde del Mediterraneo, investimenti e progetti di logistica, ecc.

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La LEGA dei SOCIALISTI e la SINISTRA SOCIALISTA,SOSTERRANNO LA RACCOLTA DELLE FIRME NECESSARIE PER SVOLGERE I REFERENDUM per abrogare, in particolare, alcune disposizioni della legge n. 243 del 2012 , attuativa del nuovo principio dell' obbligo di equilibrio di bilancio introdotto in Costituzione durante il governo Monti , che ne prevedono il conseguimento attraverso politiche di austerità di natura assolutamente reccessiva, dannose per lo sviluppo del Paese, e per il lavoro ,e pericolose per la stessa stabilità dei conti pubblici a causa della inevitabile contrazione degli introiti fiscali derivante dalla sicura futura contrazione della ricchezza prodotta .

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Appena chiuse le urne del primo turno delle presidenziali francesi, le Borse europee hanno mediamente perso il 3% (ma a Milano è andata peggio) e lo spread tra i nostri titoli e i Bund tedeschi è tornato a superare i 400 punti, per poi ridiscendere lievemente e infine tornare a danzare attorno a quella soglia. C’è un legame diretto tra questo e la vittoria, peraltro non travolgente e tutta da confermare, di Hollande? Tutti i titoli dei giornali hanno accreditato questa tesi. Ma le cose non stanno così.

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La possibilità che le trattative con la Svizzera, praticamente abbandonate negli anni dello «scudo fiscale» dei governi Berlusconi, e riprese con Mario Monti nel 2012 stiano giungendo al traguardo è una possibilità reale. E’ un tema molto delicato nelle relazioni bilaterali, e un rush finale è consistito nella visita a Berna dell’allora ministro Saccomanni che ha sostanzialmente posto come «base» per la visita di Stato, che poi Napolitano ha... effettivamente compiuto il 20 e 21 maggio scorsi, l’adesione al protocollo per lo scambio automatico di informazioni tra amministrazioni fiscali, firmato da Berna il 6 maggio e seguito da ulteriori round negoziali il 13.

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E' veramente incomprensibile, anche volendosi sforzare di adottare un approccio neutrale, capire in cosa la riforma del mercato del lavoro che la coppia più bella del mondo Monti-Fornero sta presentando alal stampa possa servire, in termini di rilancio del potenziale di crescita del Paese. Gli argomenti che i due soggetti sopra menzionati adducono sono, in proposito, due: l'attuale normativa ostacola l'accesso di investimenti diretti esteri e impedisce alle imprese di fare operazioni di ristrutturazione per adeguarsi ai cambiamenti dei mercati.

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APPENDICE AL DOCUMENTO ECONOMICO DELLA LEGA DEI SOCIALISTI APPROVATO DAL’ASSEMBLEA GENERALE DEL 1 DICEMBRE 2012

 

 

PESSIMISMO DELLA RAGIONE

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In tanti mi hanno chiesto di offrire una testimonianza sul clima e sui contenuti del recente convegno economico tenutosi a Rimini, dal 24 al 26 febbraio scorso, per iniziativa del noto giornalista contro-corrente Paolo Barnard.

Il summit, dedicato alla esplicazione della teoria monetaria battezzata M.M.T., ha visto la partecipazione di circa 2.000 attenti uditori (dati forniti dall’organizzazione) e si è contraddistinto per un clima di sentita e diffusa partecipazione alla difficile congiuntura economica del Paese, da parte di un pubblico eterogeneo di età media decisamente giovane.

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Nella storia delle società del mondo si sono susseguite crisi più o meno grandi, diverse di natura sistemica. Le cause principali sono da ricercare nelle storture e nelle contraddizioni dei processi finanziari ormai globalizzati i quali producono un indebolimento profondo delle società, dei loro modelli di sviluppo e di welfare.

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E' ampiamente nota la critica marxista alle teorie della decrescita. L'elemento fondamentale di tali critiche è rappresentata dall'assenza di un'analisi di classe dei processi economici, per cui di fatto i “decrescisti” focalizzano l'attenzione sul volume di produzione in sé (sulla crescita economica in sé) piuttosto che sulla destinazione di tale produzione in plusvalore, rendite e salari. Ciò fa sì che o la decrescita possa amplificare le disparità distributive già esistenti (applicandosi cioè soltanto sui capitalismi a minor tasso di sviluppo, cioè sui poveri), oppure che sia semplicemente impossibile, perché i meccanismi di riproduzione allargata, alla base della formazione del profitto, rendono impossibile una decrescita di tipo solidale ed equo all'interno del capitalismo.

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Documento economico della Lega dei Socialisti

( Approvato dall’assemblea nazionale della Lega dei Socialisti tenutasi al Centro Congressi Cavour di Roma il giorno 1 dicembre 2012)

 

Sommario

Premessa. 2

I Per un’Europa dei popoli 3

II Per uno Stato efficiente e fiscalmente equo. 7

III. Per una ripresa della politica industriale. 12

IV. Le politiche sociali e del lavoro. 19

 

Documento elaborato da Riccardo Achilli e Renato Costanzo Gatti

Roma, Potenza, Novembre 2012

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